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Pillola n°01

La Varroa - Chi è’? Identificata dapprima come Varroa jacobsoni Oud oggi è’ unanimemente riconosciuta come Varroa destructor. È un acaro che vive e si riproduce all’interno degli alveari. Passa un tempo limitato in fase foretica, sulle api adulte, mentre la restante parte della vita la trascorre all’interno delle celle di covata dell’alveare dove si riproduce. La Varroa è’ un parassita e si nutre di emolinfa e del contenuto del corpo grasso delle api, provocando danni diretti ed indiretti alle nostre api.

 


 

Pillola n°02

Di cosa si nutre la Varroa. Recentemente è stato dato molto risalto alle risultanze di uno studio condotto in America, annunciato come una vera e propria rivoluzione nelle conoscenze sulla Varroa. Uno studio certamente molto interessante che però è stato oggetto di interpretazioni un po' avventate per non dire quasi “fuori luogo”.

Proviamo a fare la sintesi delle conoscenze attuali oggettive. L’apparato boccale della Varroa è pungente-succhiante. La Varroa si nutre di corpo grasso delle api e dei suoi contenuti (vitellogenina in primis) oltre che dell’emolinfa.

La sua azione parassitaria è di tipo diretto (debilita gli individui adulti, interferisce con lo sviluppo delle larve) ed indiretto (favorisce lo sviluppo e la diffusione dei virus, abbassa in maniera significativa le difese immunitarie delle famiglie di api).
PS E’ una macchina da guerra con una grandissima capacità di adattamento alle aggressioni e di sviluppo di resistenze crociate. 

Pillola n°03

Le difficoltà nella lotta. La riproduzione avviene all’interno delle celle di covata opercolata, al riparo dall’aggressione delle sostanza acaricida. Da notare che tutti i prodotti tossici per la varroa, sono tossici anche per le api e come se non bastasse sta sviluppando una elevata capacità di tolleranza e resistenza alle sostanze acaricide. L'acaro ha un ciclo di riproduzione di dieci giorni, è per questo che il numero di parassiti negli alveari di ape mellifera raddoppia ad ogni ciclo di covata dell'ape. 

Combatterla è davvero dura, eliminarla è impossibile. Il massimo che possiamo fare, allo stato delle conoscenze attuali, è tenerla sotto controllo, entro livelli accettabili.


Pillola n°04

Come si combatte. Per combatterla si deve attuare una strategia annuale ed osservare i protocolli che vengono consigliati dalle varie associazioni del settore apistico. In genere si effettuano due trattamenti all'anno, il primo detto di "trattamento tampone" in piena estate da effettuarsi appena tolti i melari ed il secondo in autunno detto "trattamento di pulizia". In ogni caso è buona norma applicare le Buone Prassi di Allevamento, registrare tutti gli interventi e allinearsi con interventi di carattere territoriale.


A.R.A.L. Associazione Regionale Apicoltori del Lazio

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