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Notiziario Web Agosto/Settembre

La Voce dell'Apicoltore
su questo numero:
  • L’ alimentazione delle api di Valerio Piovesan
  • Sciame ad agosto di Emiliano Fatello
  • Favo freddo o favo caldo? di Emanuele Longo
  • Top news di Francesco Coarelli
  • La costruzione dei favi da apicolturaonline


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Sulla rivista AgroNotizie si parla di
A.R.A.L. - Associazione Regionale Apicoltori del Lazio

Il Lazio riconosce l'Apis mellifera ligustica come risorsa genetica da tutelare

 

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Nuovo prodotto in apicoltura

Un nuovo ed efficace prodotto giá sperimentato e presentato per la prima volta alla fiera di Piacenza 2012; prodotto dalla ditta Chriva del dr. Stefano Trovò - Biologo Specialista in Chimica e Tecnologie Alimentari, nostro collaboratore e socio biologo dell'ARAL.

CHRIVA ha formulato ProBee, un prodotto biologico costituito da un concentrato di microrganismi favorevoli allo sviluppo e l'incremento del benessere delle api, in grado di accrescere notevolmente la forza delle famiglie.

Da prove sperimentali condotte sul campo in apiario, è emerso che le api trattate con ProBee risultano più popolose e più sane rispetto al gruppo di controllo non trattato.

In particolare le differenze a fine sperimentazione (agosto 2012) tra le api trattate con ProBee ed il gruppo di controllo non trattato, sono di seguito riportate :

- Aumento della popolosità delle api adulte del 41% (circa 1,7 volte più popolose);
- Aumento della covata opercolata del 62% (circa 3,6 volte più ricca);
- Aumento della covata non opercolata del 84% (circa 6,3 volte più ricca).
- Aumento delle uova del 33% (circa 3 volte più ricche).

ProBee rappresenta una nuova frontiera, è un prodotto di facile applicazione, in quanto è erogato a spruzzo sull’alveare dopo aver aperto il tetto dell’arnia. Per l’applicazione, occorre una semplice pompa erogatrice a spruzzo. Il costo del prodotto è basso ed i benefici recati sono elevati.

ProBee é stato presentato da Chriva al prossimo evento di Apimel a Piacenza, nei giorni 1-3/03/2012.

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria scientifica di Chriva al numero : 069570135


 

L'alimentazione delle api

Come per gli esseri umani è fondamentale che la dieta delle api sia variata per garantire all'insetto tutti gli elementi di cui necessita. La dieta ottimale è che le api si procaciassero da sole tutti i nutrimenti di cui han bisogno senza l'intervento umano e, per questo, è importante installare un apiario in una zona con fioriture molto varie per garantire dei tempi di fioritura diversi e per lunghi periodi.

Negli ultimi sette anni si è verificato un sensibile aumento degli alveari ed i pascoli si sono ridotti per varie ragioni dovute all'urbanizzazione crescente, all'uso dei pesticidi e l'inquinamento industriale va a peggiorare una situazione non proprio favorevole per le api, inoltre, il clima ha subito un cambiamento dovuto agli inquinanti dell'uomo cosè provocando una variazione di temperature che si traduce in una diminuizione di alimenti e pascoli per le api.

Molte volte gli apicoltori ricorrono ad alimentazione supplementare che fertilizzano il terreno per delle malattie dei nostri insetti :

- mancanza di idrati di carbonio
- mancanza di grassi e proteine
- mancanza di acqua

La mancanza di idrati di carbonio è determinata dalla assenza di miele. Pertanto occorre rifornire le api con una soluzione di acqua e zucchero bianco (saccarosio) oppure con sciroppo di fruttosio.
La concentrazione di zuccheri nell'acqua dovrà essere compresa tra il 70% nei periodi freddi e il 40% nei caldi. Si può aggiungere alla soluzione miele puro.
Le api assumono dal miele alcuni grassi, colesterolo e enzimi elaborati direttamente e vitamine del gruppo B già pronte nelle sostanze somministrate. I grassi consentono alle api di superare il freddo dell'inverno.

Riassumendo, gli sciroppi sono prodotti stimolanti da usare, nel periodo autunnale per stimolare le api ad alimentare la regina affinché attraverso una forte deposizione si possano avere famiglie adatte a superare l'inverno e nel periodo primaverile per avere nell'alveare le stesse condizioni, per ottenere abbondanti importazioni di nettare.

Mentre nel periodo di freddo invernale, quando le api non riescono ad uscire dall'arnia e le scorte di miele sono insufficienti, è consigliabile una alimentazione a base di candito facilmente reperibile in commercio in diversi tagli.
Le scorte di miele in una famiglia sana dovrebbero essere almeno su quattro telaini. Una buona scorta zuccherina in una famiglia di api aiuta anche a contenere l'umidità e lo sviluppo del nosema.


 

A.R.A.L. Associazione Regionale Apicoltori del Lazio

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