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Notiziario Web Agosto/Settembre

La Voce dell'Apicoltore
su questo numero:
  • L’ alimentazione delle api di Valerio Piovesan
  • Sciame ad agosto di Emiliano Fatello
  • Favo freddo o favo caldo? di Emanuele Longo
  • Top news di Francesco Coarelli
  • La costruzione dei favi da apicolturaonline


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Sulla rivista AgroNotizie si parla di
A.R.A.L. - Associazione Regionale Apicoltori del Lazio

Il Lazio riconosce l'Apis mellifera ligustica come risorsa genetica da tutelare

 

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BDA: obblighi e sanzioni

Tornati dalle vacanze ci ritroviamo con una sorpresa da parte del legislatore: approvata a fine luglio e pubblicata il 10 agosto sulla Gazzetta Ufficiale, la LEGGE 28 luglio 2016, n. 154 affronta anche alcuni dei problemi connessi all’apicoltura. L’articolo 34, tra alcune precisazioni riguardanti l’acquisto collettivo di presidi sanitari e indicazioni di dubbio buon senso per la reintroduzione di alveari nelle zone colpite da A. tumida, prova, con il comma 2, a integrare il “Decreto Anagrafe Apistica” con un quadro sanzionatorio e la specificazione di alcuni obblighi:

Art. 34. Disposizioni in materia di apicoltura e di prodotti apistici

1. Non sono considerati forniture di medicinali veterinari distribuiti all’ingrosso gli acquisti collettivi e la distribuzione agli apicoltori, da parte delle organizzazioni di rappresentanza degli apicoltori maggiormente rappresentative a livello nazionale, di presidi sanitari per i quali non è previsto l’obbligo di ricetta veterinaria.

2. È fatto obbligo a chiunque detiene alveari di farne, a proprie spese, denuncia e comunicazione di variazione alla banca dati dell’anagrafe apistica nazionale (BDA), di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 4 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2010. Chiunque contravviene all’obbligo di denuncia della detenzione di alveari o di comunicazione della loro variazione all’anagrafe apistica nazionale è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 4.000 euro.

3. Agli apicoltori colpiti dalla presenza del parassita Aethina tumida che, a seguito dei provvedimenti adottati dall’autorità sanitaria, hanno distrutto la totalità dei propri alveari è consentita l’immediata reintroduzione dello stesso numero di alveari perduti nella zona di protezione. Tali alveari devono provenire da allevamenti dichiarati indenni dalla presenza del parassita Aethina tumida ed essere accompagnati da idoneo certificato sanitario dei servizi veterinari territorialmente competenti.

Mentre viene ribadito l’obbligo per tutti gli apicoltori di iscrivere i propri alveari nella BDA, risulta poco chiaro cosa si intende per “comunicazione di variazione”, visto che il Manuale Operativo dell’Anagrafe Apistica Nazionale parla soltanto di “aggiornare annualmente la consistenza (censimento annuale) e la dislocazione degli apiari posseduti (indirizzo e coordinate geografiche) nel periodo compreso tra il 1° novembre ed il 31 dicembre di ogni anno; nel caso in cui non vi siano state variazioni nella consistenza rispetto all'annualità precedente, provvedere a confermare le informazioni già registrate in BDA («conferma dati annualità precedente»)”.

In attesa di ulteriori chiarimenti ricordiamo che il DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 91 prevede all’articolo 1 comma 3 la possibilità di sanare entro venti giorni dalla diffida la propria posizione in caso di violazioni di lieve entità, come potrebbe essere per l’appunto la mancata denuncia o l’aggiornamento dei propri dati in BDA, evitando così di incorrere in sanzioni pecuniarie:

3. Per le violazioni alle norme in materia agroalimentare di lieve entità, per le quali e' prevista l'applicazione della sola sanzione amministrativa pecuniaria, l'organo di controllo incaricato, nel caso in cui accerta l'esistenza di violazioni sanabili, diffida l'interessato ad adempiere alle prescrizioni violate entro il termine di venti giorni dalla data di ricezione dell'atto di diffida e ad elidere le conseguenze dannose o pericolose dell'illecito amministrativo. Le disposizioni di cui al primo periodo si applicano anche ai prodotti già' posti in vendita al consumatore finale, con esclusione delle violazioni relative alle norme in materia di sicurezza alimentare. In caso di mancata ottemperanza alle prescrizioni contenute nella diffida di cui al periodo precedente, entro il termine indicato, l'organo di controllo procede ad effettuare la contestazione, ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In tale ipotesi e' esclusa l'applicazione dell'articolo 16 della citata legge n. 689 del 1981. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 8-bis della citata legge n. 689 del 1981, nel caso di reiterazione specifica delle violazioni di cui al presente comma, accertata con provvedimento esecutivo nei tre mesi successivi alla diffida, non si applica la diffida.


 

Etichettatura del miele e dei prodotti dell’alveare

Riportiamo dal sito del CREA-API (ex CRA-API) E' scaricabile gratuitamente la guida sull’etichettatura del miele e di altri prodotti dell’alveare per il consumo diretto, aggiornato al 30 ottobre 2015. La pubblicazione è stata redatta da G.L. Marcazzan (CRA-API), M. Stefano (ASSAM, Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche) e G. Bressan (ULSS 22 di Bussolengo, VR) e la sua pubblicazione è stata resa possibile dai fondi del Regolamento comunitario n. 1234/2007 che detta disposizioni per il miglioramento della produzione e commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, erogati dal Ministero delle politiche agricole e forestali. Scarica

Etichettatura del miele e dei prodotti dell’alveare per il consumo diretto


 

Anagrafe Apistica Nazionale

E' stato un parto lungo e difficile ma alla fine il manuale operativo per l'attuazione del Decreto 4 dicembre 2009 recante "Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale" è nato. Adesso esistono tutti gli strumenti necessari e non appena la Banca Dati Nazionale sarà resa disponibile online gli apicoltori potranno, e dovranno, registrarsi. Oltre alla comodità di poter fare la registrazione da casa, senza dover andare al Servizio Veterinario, sono state introdotte alcune novità: la dichiarazione di sospensione o di cessazione dell'attività, il cartello da apporre nei pressi dell'apiario e l'obbligo di comunicare entro il 31 dicembre non solo la variazione del numero degli alveari ma anche l'assenza di alcuna variazione. Il vecchio codice di allevamento potrebbe non essere più valido, caso in cui sarà sostituito da un nuovo codice identificativo.
Vista la necessità di avere un computer, l'accesso a internet e la capacità di navigare in rete per potersi registrare, la nostra associazione si sta organizzando per offrire il supporto necessario ai propri soci che hanno poca dimestichezza con i mezzi informatici.

Il testo del manuale operativo:

 http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-12-16&atto.codiceRedazionale=14A09510&elenco30giorni=false

 

Il portale della Banca Dati Nazionale:

 https://www.vetinfo.sanita.it/


 

Etichettatura del Miele

Come è noto la normativa a cui fare riferimento per l’etichettatura del miele è recentemente stata aggiornata dal Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 179 “Attuazione della direttiva 2001/110/CE concernente la produzione e la commercializzazione del miele”.

A tale norma occorre attualmente fare riferimento per le nuove etichette da apporre sulle confezioni (l'unica eccezione riguarda il prodotto etichettato prima dell'1 agosto 2004, che può essere commercializzato fino ad esaurimento).La nuova norma, oltre a ribadire le indicazioni obbligatorie finora in uso (denominazione di vendita, quantità netta, nome e indirizzo del produttore, numero di lotto) introduce tre nuovi obblighi:1. l'indicazione del termine preferenziale di consumo;2. l'indicazione del Paese di origine3. la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento laddove questo sia differente dal nominativo posto in etichetta.

Di fatto, dato che nella maggioranza dei casi i produttori già indicavano l'origine italiana del prodotto - ad esempio mediante il sigillo "miele italiano" - e nome e sede del produttore, la nuova norma permette di utilizzare ancora le vecchie etichette a patto di aggiungere l'indicazione del termine preferenziale di consumo (magari mediante un semplice timbro).

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REGISTRO DI CARICO E SCARICO PER GLI ANIMALI ALLEVATI

REGISTRO DI CARICO E SCARICO PER GLI ANIMALI ALLEVATI
(Art. 18 bis del DPR 600/73)

I soggetti che svolgono attività di allevamento di animali devono tenere un registro cronologico di carico e scarico degli animali se l’allevamento avviene con terreno insufficiente e vogliono determinare il reddito eccedente per via forfetaria.

Prima dell’utilizzazione il registro deve essere vidimato da un notaio o presso l’Ufficio del Registro.
Gli animali debbono essere distinti per specie e per ciclo di allevamento. Nel registro vanno indicati gli incrementi e decrementi verificatisi per qualsiasi causa nel periodo d’imposta. Il registro giustifica il sistema di accertamento basato sul reddito agrario; l’omissione espone l’imprenditore agricolo alla determinazione induttiva del reddito da parte della Amministrazione finanziaria.
Gli apicoltori si renderanno conto di avere un numero di arnie superiore a quello potenziale solamente al momento della dichiarazione dei redditi e di conseguenza dovranno ricostruire tale registro.
La ricostruzione può essere fatta per dati riassuntivi senza la suddivisione per cicli degli animali.

Download registro e FAC-SIMILE


 

LEGGE 24 dicembre 2004, n.313

L PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:
ART. 1.
(Finalità)
Norme di attuazione

1. La presente legge riconosce l'apicoltura come attivita' diinteresse nazionale utile per la conservazione dell'ambientenaturale, dell'ecosistema e dell'agricoltura in generale ed e'finalizzata a garantire l'impollinazione naturale e la biodiversita'di specie apistiche, con particolare riferimento alla salvaguardiadella razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola) edelle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine.

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A.R.A.L. Associazione Regionale Apicoltori del Lazio

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