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Notiziario Web Agosto/Settembre

La Voce dell'Apicoltore
su questo numero:
  • L’ alimentazione delle api di Valerio Piovesan
  • Sciame ad agosto di Emiliano Fatello
  • Favo freddo o favo caldo? di Emanuele Longo
  • Top news di Francesco Coarelli
  • La costruzione dei favi da apicolturaonline


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Sulla rivista AgroNotizie si parla di
A.R.A.L. - Associazione Regionale Apicoltori del Lazio

Il Lazio riconosce l'Apis mellifera ligustica come risorsa genetica da tutelare

 

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Vespa velutina

Un nuovo nemico delle nostre api ha varcato i confini italiani dalla vicina Francia ove era presente ufficialmente dal 2006.

ll calabrone asiatico, come è stato soprannominato per via della sua somiglianza con il “nostro“ calabrone autoctono (Vespa crabro) presente in Europa meridionale, è considerato una seria minaccia per gli alveari, essendo molto vorace e aggressivo nei confronti degli apiari.

La Vespa velutina sembra in grado di arrecare gravi danni alle famiglie di api che non sono in grado di difendersi efficacemente da questo predatore; da tempo l'imenottero riconoscibile per il corpo scuro e le strisce gialle sull'addome, originario del sud-est asiatico, è sorvegliato speciale perché pochi individui possono sterminare una famiglia di api e predilige il periodo fra giugno e settembre.

La vespa velutina si dispone nei pressi degli alveari, dove attacca e uccide molte decine di api in poche ore, per poi cibarsene successivamente. Giá nel 2011 suggerivamo di adottare la trappola per i calabroni ma non sappiamo se sia o meno efficace contro quest'ultimo nemico delle api come lo é per i calabroni autoctoni.

Riportiamo di seguito la trappola e le modalitá di costruzione. Riciclare una bottiglia di plastica vuota di 1500 cl. per poi dividerla in due parti, in prossimitá della curva che divide il collo della bottiglia dal corpo. Capovolgere il collo della bottiglia e sistemarla, capovolta e senza tappo, nell'altra estremitá. All'interno della base bisognerá inserire un'esca per attirare i calabroni che saranno facilitati dall'imbuto ad entrare ma svantaggiati nell'uscita. Per tenere insieme i due pezzi della bottiglia, si puó utilizzare una spillatrice e sará importante forare la bottiglia in due punti per far passare del fil di ferro per poi appenderla in un punto alto in prossimitá dell'apiario.

L’esca ottimale è la birra, gli aromi dovuti alla presenza del malto e di altri odori secondari dovuti alla fermentazione e alla maturazione di altri ingredienti, mettano a dura prova persino gli insetti più reticenti. La quantità da inserire dentro la bottiglia varia dai 300 ± 400 cl. e conviene cambiarla ogni settimana perché si ha l’affievolazione dei vapori che attirano gli insetti predatori.

Un'altra esca alternativa alla birra é composta da una miscela con acqua, zucchero e aceto in proporzioni (100g H2o, 100gr zucchero, 20gr di aceto) anche se altri apicoltori consigliano, per catturare calabroni e vespe che sono carnivori, di inserire nelle trappole il pesce avariato.

Un sistema, molto più semplice per difendersi dalla vespa vellutina, che già molti apicoltori adottano contro il calabrone autoctono, è disporre di una tavola rettangolare di circa cm 30 per sessanta (va bene anche un foglio di plastica rigido), spalmarci sopra in maniera omogenea la normale colla che si vende per la trappola contro i topi. Sistemarvi sopra come esca dei pezzettini di pesce o di carne. Sistemare la trappola sopra il coperchio di lamiera di un alveare. Periodicamente la trappola deve essere rinnovata. Posso assicurare che funziona al 100%.

Varroasi

L'acaro Varroa Destructor parassita le api in maniera aggressiva che le porta nel corso del tempo al collasso della famiglia, colpisce sia le api adulte che, sopratutto, la covata dove si riproduce in maniera esponenziale.

Tale patologia presenta una evoluzione lenta, vi è una prima fase senza manifestazioni visibili, una seconda con danni limitati , ed una terza di invasione massiva. nell'arco di alcuni anni le famiglie non curate per questo parassita arrivano a morte.

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AETHINA TUMIDA

PICCOLO COLEOTTERO DELL’ALVEARE, UN NEMICO PER LA NOSTRA APICOLTURA.

Aethina Tumida é piccolo coleottero originario dell’Africa meridionale che provoca enormi danni all'apicoltura ovunque sia arrivato. Trattasi di uno scarabeo che inizialmente è di colore giallastro e cambia cromia diventando successivamente marrone e infine in nero. Ha una lunghezza di 6 mm per 2,4 e vive massimo sei mesi. Questo nuovo parassita dell’alveare rischia di colpire anche il nostro patrimonio apistico.

Il ciclo vitale

Le larve sono di color crema, facilmente confondibili con le larve della cera.

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