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Consulenze HACCP e Fiscali

L'associazione A.R.A.L., grazie ad accordi di collaborazione sia con Confagricoltura sia con liberi professionisti, ha la possibilità di mettere in contatto i propri soci apicoltori con:

  • consulenti fiscali di Confagricoltura per quanto concerne gli aspetti fiscali, bandi, PSR ecc.
  • consulenti esperti del settore igenico-sanitario (HACCP).

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Coordinate per Pagamento Quota Associativa

POSTE ITALIANE 
AGENZIA N. 90 
IBAN: IT 92 O 07601 03200 000064555006 
VIA P. BELON N. 130
00169 ROMA

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BANCA PROSSIMA 
Conto Corrente 100000147044 
intestato a: A.R.A.L. Associazione Regionale Apicoltori Lazio 
IBAN: IT 50 C 03359 01600 100000147044 
FILIALE DI MILANO 
PIAZZA PAOLO FERRARI 10 – 20121 - MILANO

 

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Convegno sull' Importanza Della Nutrizione In Apiario

Sabato 17 Settembre 2016 presso l'IZSLT ore 09.00

Via Appia Nuova, 1411 - Roma

Domenica 18 Settembre 2016 presso Azienda Agricola Vivai Sabina Agrigarden ore 09.00

Strada Provinciale Fonte Calamaro, 25 - Acquaviva di Nerola - (RM)

 

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Bando dell'Azione N. 06 del PSR Regione Lazio

Comunichiamo ai Soci che, è uscito il Bando dell'Azione N. 06 del PSR Regione Lazio

MISURA 06
“Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese”
(art. 19 del Regolamento(UE) N. 1305/2013)
SOTTOMISURA 6.1
“Aiuti all’avviamento aziendale per i giovani agricoltori”

per chi volesse chiedere a un Agronomo di Confagricoltura le spiegazioni di come accedervi dovete darcene comunicazione via email in modo da organizzare un incontro collettivo.

AGC_DD_G03872_18_04_2016_Allegato1.pdf
All.1_Deter._G03871_del_18_04_2016_.pdf

 


 

Corso di apicoltura a Latina 2016

CORSO BASE DI APICOLTURA

In data da destinarsi, orientativamente a fine febbraio, avrà inizio il corso base organizzato dalla nostra associazione in provincia di Latina.
La sede delle lezioni teoriche sarà la sala conferenze dell'Istituo Zooprofilatico Sperimentale, sezione di Latina.

A breve verra pubblicato il calendario delle lezioni.

Aggiornamento del 26/02/2016: in allegato, il programma del corso.

Per informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Api in città

Ogni anno, nella capitale, si ricevono tantissime segnalazione di sciami in città, in media si hanno tra le 150 e le 250 chiamate di sciami da raccogliere. Viene da pensare che gli apicoltori romani allevino i propri apiari sui terrazzi ma, contrariamente a quello che succede nelle maggiori capitali europee e mondiali : Londra, Berlino e Parigi, tanto per citarne alcune città dove si pratica urban beekeeping (api in città); in Italia tutto ciò non è permesso e, anzi, la mancata conoscenza sulle api induce gli individui ad avere una paura del nostro amato e utilissimo insetto che non punge alcuna persona se non in pericolo e in prossimità dell'alveare.Lo sanno bene gli apicoltori romani che con esperienza di diversi anni han pian piano organizzato la propria produzione di miele ed il proprio apiario nei terreni di provincia, ben lontani dal centro urbano; sia per sentirsi più vicini alla natura e che per dare alle amate api il pascolo necessario per l'impollinazione di fiori e alberi e per la raccolta di ottimo miele.

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L'esperienza del primo sciame

Il primo approccio con le api, un entusiasmo arricchito da una nuova avventura: l’allevamento delle api.
“ Colgo l'occasione per ringraziare di cuore tutti coloro che, pazientemente e con grande impegno, hanno voluto formarci e darci quindi l'occasione di diventare col tempo, provetti apicoltori”.

Il mio primo sciame, dopo 10 settimane di corso, il momento è finalmente arrivato: diventerò un apicoltore.

Cercando di seguire con giudizio quanto acquisito in ARAL, ho costruito un robusto bancale in ferro, ho acquistato l’attrezzatura necessaria per lavorare vicino alle api e un paio di arnie diversamente colorate, ho localizzato un’area all’interno del frutteto vicino ad un nespolo e a piccole piante di ciliegi e meli, ho piantato cespugli di rosmarino e lavanda, ho tagliato l’erba intorno a casa ma non il trifoglio e la borraggine, ho pazientemente

livellato il terreno e steso a terra una tela ombreggiante di m. 1m X 2, ho posizionato le arnie con la porticina rivolta a sud, e rincuorato da positive previsioni meteorologiche, ho prenotato uno sciame.

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Spuntano le discariche di arnie

Il fenomeno è stato riscontrato dal corpo forestale in diverse zone della provincia, Api malate e settore in ginocchio. Il settore dell’apicoltura è in crisi e così molti imprenditori lasciano un’attività che negli ultimi anni ha subito gravi danni a causa della diffusione di pesticidi, epidemie, variazioni climatiche e concorrenza dei paesi stranieri.

Succede così che in bassa Val di Susa e nell’Eporediese si riscontri un preoccupante fenomeno di abbandoni di interi apiari che, invece di essere smantellati correttamente, vengono abbandonati su terreni agricoli o addirittura in mezzo ai boschi. Per contro ci sono nuovi apicoltori che cercano di “farsi spazio”, ma per limitare i costi non rispettano le procedure previste dalla legge. Il corpo forestale dello Stato ha messo in atto nei giorni scorsi una serie di controlli a tappeto in tutta la provincia, individuando i siti dove venivano abbandonati telai e arnie e sanzionando i rispettivi proprietari.

Un apicoltore di Borgofranco, in particolare, è stato anche segnalato all’Asl di Chivasso che dovrà verificare se l’interruzione dell’attività sia da collegare a qualche patologia che in passato ha colpito l’alveare.

Il primo blitz è scattato a Chianocco, dove gli agenti del comando di Bussoleno hanno accertato l’abbandono di numerose arnie, cas­sette porta sciami in polistirolo, melari e telaini in località Grange. Tutto il materiale era stato rovesciato su un terreno agricolo in pros­simità di un bosco, creando di fatto una discarica abusi­va.

Gli investigatori sono riu­sciti a risalire al proprietario, un ex apicoltore residente a Chianocco che, dopo qualche iniziale ritrosia, ha ammesso di avere sospeso l’attività da diversi anni e ha riconosciuto gli addebiti. L’uomo è stato multato per abbandono indiscrimi­nato di rifiuti. Una situazione praticamen­te identica si è registrata anche a Borgofranco d’Ivrea, dove imprenditore agricolo residente a Pont Saint Martin aveva lasciato in stato di completo abbandono circa 200 arnie complete di coperture in lamiera. In questo caso gli uomini del comando di Settimo To­rinese hanno anche inviato una relazione al Comune e agli ispettori dell’Asl per ulteriori indagini. È probabile infatti che l’allevamento possa essere stato colpito da un’epidemia che abbia costretto l’apicoltore a disfarsi dell'apiario.

Altri interventi sono stati effettuati a Carema e Scarmagno dove alcuni apiari erano invece in piena attività, ma senza aver ottenuto il codice identificativo che garantisce la rintracciabilità del prodotto.

A.R.A.L. Associazione Regionale Apicoltori del Lazio

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