Maggio è sinonimo di sciamatura. Infatti oltre alle abbondanti fioriture, alle importazioni di nettare, alla posa dei melari e eventuale asportazione di quelli pieni, il fenomeno più evidente è proprio la sciamatura. Se l’apiario è stato gestito bene nei mesi precedenti, la sciamatura può essere molto limitata o quasi nulla. Tutto dipende dalla capacità dell’apicoltore.
Quando incomincia la febbre sciamatoria non c’è più niente da fare. Solo un improbo lavoro di un continuo controllo per eliminare le celle reali può far rinunciare alle api di sciamare, ma ciò rallenta anche la produzione. Tuttavia questa tecnica risulta una operazione molta complessa per chi possiede molti alveari. L’operazione più pratica, a questo punto, è la messa in sciame. Al posto dell’alveare in questione si pone un ‘arnia con sei fogli cerei, più due favi di covata; vi si trasferisce la regina, e vi si mette il melario con l’escludiregina per evitare che, con il bel tempo, vi possa salire la regina. In tal modo tutte le bottinatrici andranno in quest’arnia. I rimanenti favi di covata con una cella reale ben sviluppata, insieme alle api che li ricoprono vengono posti in altre arnie e allontanati per realizzarvi nuovi sciami. Considerato che siamo in un periodo di forte importazione, meglio non inserire nuovi fogli cerei in quanto verrebbero costruiti male e con abbondanti celle maschili. Comunque, in caso di una sciamatura, si provvede al recupero delle api mettendole in un porta sciami con favi di cera o lavorati e, possibilmente con un favo di covata fresca, che consente una rapida accettazione dell’arnia e che offre all’apicoltore anche la possibilità di metterlo subito in produzione. Non va infine scordata la situazione sanitaria delle famiglie. Durante le visite, controllare sempre lo stato della covata che sia sempre compatta e uniforme. Prestare attenzione alla covata calcificata che generalmente ha una evoluzione benigna, ma non consente un corretto sviluppo della famiglia. Controllare l’eventuale presenza di varroe sulle api adulte o all’interno di cellette da fuco e la presenza della peste americana che ha una evoluzione sempre distruttiva. MARCATURA DELLA REGINA
Per una convezione internazionale, al fine di individuare con una certa facilità l’anno di nascita, le regine vengono marcate sul torace con colori diversi, per cinque anni di seguito,partendo da quello che termina con il numero uno. Ad esempio dall’anno 2006 fino all’anno 2010 per ripartire poi dal primo colore. L’ordine dei colori è il seguente: BIANCO,GIALLO,ROSSO,VERDE,AZZURRO. I metodi per marcare le regine sono diversi. La regina può essere bloccata con svariati sistemi meccanici,ma il più pratico e più sicuro è quello di afferrarla al torace e procedere alla marcatura. Questa può essere effettuata, oltre che con particolari vernici messe in commercio, anche con un pennarello a spirito. Trattasi di un procedimento che in qualsiasi operazione consente all’apicoltore di individuare subito la regina e di rendersi conto dell’età. In questi ultimi anni, per motivi sanitari, la regina viene sostituita quasi sempre ogni due anni. Fare attenzione a non rovinarla; verrebbe subito uccisa dalle api.
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