Le api si sono liberate della febbre sciamatoria, salvo qualche eccezione e sono tutte interessate a raccogliere nettare dalle fioriture di questo periodo: castagno, girasole, erba medica. Luglio è il mese più caldo, le api svolgono un intenso lavoro e il miele che producono ha la percentuale più bassa di umidità.
La temperatura è abbastanza elevata, la sciamatura è quasi terminata, arriva il momento del raccolto. Con le giornate assolate il movimento delle api aumenta, il raccolto si moltiplica e i melari incominciano ad essere ricolmi di miele.
Maggio è sinonimo di sciamatura. Infatti oltre alle abbondanti fioriture, alle importazioni di nettare, alla posa dei melari e eventuale asportazione di quelli pieni, il fenomeno più evidente è proprio la sciamatura. Se l’apiario è stato gestito bene nei mesi precedenti, la sciamatura può essere molto limitata o quasi nulla. Tutto dipende dalla capacità dell’apicoltore.
Le api hanno ripreso a pieno ritmo la loro attività. La covata è abbondante e vengono allevati i fuchi. L’apicoltore esperto deve solo controllare e assecondare lo sviluppo della famiglia, cercando di rendere gli alveari il più uniforme possibile.